# Terrorismo

La Spagna, epicentro del movimento anti-israeliano in Europa

  • Il proliferante attivismo anti-israeliano, animato dall’ascesa al potere dell’estrema sinistra politica, sta rendendo la Spagna – paese membro dell’UE – più ostile nei confronti dello Stato ebraico.
  • Secondo l’organizzazione madrilena Acción y Comunicación en Oriente Medio (ACOM), che contrasta in Spagna il movimento anti-israeliano BDS, la mozione di Valencia è antisemita e incita all’odio.
  • “Il movimento BDS in Spagna ha acquisito la sua attuale virulenza con la comparsa di Podemos, un partito “chavista” di estrema sinistra finanziato da Venezuela e Iran. (…) Man mano che Podemos assumeva il controllo delle amministrazioni comunali nelle principali città spagnole, il movimento anti-israeliano aveva accesso a molteplici risorse economiche, umane e organizzative. (…) Podemos ha motivato più di 90 dichiarazioni di questo tipo in giurisdizioni spagnole che si estendono a una popolazione di oltre otto milioni di persone.” – Ángel Más, presidente dell’ACOM.

Valencia, la terza città più grande della Spagna, ha approvato una mozione a sostegno del boicottaggio di Israele e volta a denigrare lo Stato ebraico, dichiarando la città una “zona libera dall’apartheid israeliana”. Questa iniziativa è arrivata pochi giorni dopo che la Navarra, una delle 17 comunità autonome della Spagna, aveva annunciato una misura simile. Complessivamente, più di 50 città e regioni spagnole hanno approvato delle mozioni che condannano Israele. Il proliferante attivismo anti-israeliano, animato dall’ascesa al potere dell’estrema sinistra politica, sta rendendo la Spagna – paese membro dell’UE – più ostile nei confronti dello Stato ebraico.

La mozione adottata a Valencia, votata e proposta dal partito di estrema sinistra València en Comú, è stata approvata il 31 maggio scorso durante una sessione plenaria del Consiglio comunale. Questa iniziativa, che impegna la città ad astenersi dall’avviare contatti commerciali con le autorità o con le aziende israeliane o dal coinvolgerle in eventi culturali, è volta a far sì che Valencia diventi un “riferimento globale per la solidarietà con i palestinesi”.

La città di Valencia, in Spagna, ha approvato una mozione a sostegno del boicottaggio di Israele e volta a denigrare lo Stato ebraico, dichiarando la città una “zona libera dall’apartheid israeliana”. (Fonte dell’immagine: Ben Bender/Wikimedia Commons)

La mozione, che definisce in modo diffamatorio Israele “un regime di apartheid”, accusa lo Stato ebraico di “colonialismo”, “razzismo”, “pulizia etnica”, “tirannia” e “genocidio”.

La misura, che afferma di tenere conto della “dignità, della solidarietà e della giustizia” del popolo valenciano, è stata introdotta da Neus Fábregas Santana, un consigliere comunale il cui feed di Twitter rivela una ossessione di demonizzare e delegittimare Israele.

Santana lavora a stretto contatto con un gruppo chiamato BDS País Valencia, la sezione locale di un movimento mondiale che cerca di delegittimare Israele, l’unica democrazia in Medio Oriente.

Il BDS País Valencia sta attualmente promuovendo il documentario spagnolo sulla Striscia di Gaza “Gas the Arabs”, un titolo che afferma a torto che gli ebrei in Israele fanno oggi agli arabi ciò che i nazisti fecero in Germania agli ebrei durante la Seconda guerra mondiale.

Un’attivista del BDS País Valencia, Mireia Biosca, ha dichiarato che la mozione di Valencia ha tre obiettivi:

“Il primo è smantellare il muro dell’apartheid ed evitare il ritorno ai confini del 1967. Il secondo consiste nel porre fine all’apartheid sia in Palestina sia in Israele, e il terzo è il diritto al ritorno”.

La Biosca ha anche affermato che il BDS País Valencia lavorerà per impedire che l’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest si tenga in Israele:

“C’è una posizione molto chiara: innanzitutto, assicurare che gli Stati non partecipino al festival e ovviamente una campagna per impedire che la kermesse musicale si svolga a Gerusalemme. A mio avviso, occorre boicottarla anche se si decide che l’Eurovision si terrà a Tel Aviv…”.

Secondo l’organizzazione madrilena Acción y Comunicación en Oriente Medio (ACOM), che contrasta in Spagna il movimento anti-israeliano BDS, la mozione di Valencia è antisemita e incita all’odio. ACOM ha affermato che sta valutando l’ipotesi di muovere un’azione legale contro il Consiglio comunale di Valencia per aver violato la Costituzione spagnola e incoraggiato la discriminazione basata sulla religione, l’origine etnica o sulla nazionalità:

“La dichiarazione è piena di menzogne, manipolazioni e diffamazioni, visto che esorta la città ad aderire formalmente al movimento BDS e a dichiararsi ‘libera dall’apartheid israeliana’ (un noto eufemismo in Spagna che sta per Judenrein [libero dagli ebrei], e ad ogni presunto simpatizzante dello Stato ebraico si chiede di denunciare pubblicamente le politiche della sola e unica democrazia del Medio Oriente per essere ammesso alle attività sociali, politiche, economiche o civiche del Comune)…

“Abbiamo informato la stampa locale dell’illegalità della campagna del BDS, circostanziando decine di procedimenti giudiziari vinti dall’ACOM nei tribunali spagnoli che hanno dimostrato l’incostituzionalità delle misure di esclusione”.

L’ACOM ha intentato più di venti azioni legali contro i consigli comunali e provinciali che avevano adottato una mozione per boicottare Israele.

Gran parte delle attività del BDS in Spagna è promossa da Podemos, un partito neo-comunista fondato nel marzo 2014 per protestare contro le misure di austerity messe in atto dopo la crisi del debito in Europa. Podemos ha ottenuto più del 20 per cento dei voti nelle elezioni politiche tenutesi il 20 dicembre 2015 e ora è il terzo partito in parlamento.

Il leader di Podemos, Pablo Iglesias, e il suo vice, Íñigo Errejón, sono stati consiglieri del defunto presidente venezuelano Hugo Chávez, e sono stati accusati di aver ricevuto più di 7 milioni di euro da Chávez per finanziare le loro attività politiche in Spagna. Podemos è stato inoltre accusato di aver ricevuto finanziamenti dalla Repubblica islamica dell’Iran.

Iglesias ha una lunga storia di antisemitismo. Ha minimizzato l’Olocausto, definendolo “una decisione amministrativa e burocratica”; ha paragonato la Striscia di Gaza al ghetto di Varsavia e ha parlato dei poliziotti spagnoli che catturano gli immigrati illegali come se fossero guardie delle SS.

Iglesias conduce il programma televisivo “Fort Apache” che viene trasmesso su HispanTV, un canale televisivo via cavo in lingua spagnola appartenente al governo iraniano. È stato accusato di usare il suo programma per reiterare teorie e tropi cospirativi antisemiti.

In una intervista del 7 giugno a RTVE, la radiotelevisione pubblica spagnola, Iglesias ha detto che Israele è un paese “illegale”: “Dobbiamo agire con più fermezza contro uno stato illegale come Israele. Le azioni di Israele sono illegali. Le politiche di apartheid di Israele sono illegali”.

València en Comú, il partito politico promotore della mozione a sostegno del BDS a Valencia, è una propaggine locale di Podemos. La mozione è stata approvata con l’appoggio di Compromís, una coalizione di sinistra, e del Partito socialista operaio spagnolo (PSOE), il cui leader di recente è diventato il nuovo premier del governo centrale di Madrid.

Altre mozioni a sostegno del BDS sono state approvate a: Abrera, Alcoi, Alhaurín de la Torre, Artés, Badalona, Barberà del Vallès, Barcellona, Benlloch, Campillos, Casares (Malaga), Castrillón, Castro del Río, Catarroja, Concentaina, Córdoba, Corvera, El Prat, Gijón, Gran Canaria, La Roda Llangreu, Los Corrales, Madrid, Mairena del Aljarafe, Molins de Rei, Montoro, Muro, Navalafuente, Navarra, Oleiros, Olesa de Montserrat, Onda, Pamplona, Petrer, Ripollet, Rivas-Vaciamadrid, Sabiñánigo, San Fernando, San Roque, Sant Adrià del Besòs, Sant Cebriá de Vallalta, Sant Celoni, Santa Eulària (Ibiza), Sant Boi de Llobregat, Sant Feliu de Llobregat, Sant Pere de Ruidebitlles, Santiago de Compostela, Sant Quirze del Vallès, Seville, Telde, Terrassa, Trebujena, Velvez-Málaga, Viladamat, Viloria del Henar, Xeraco e Saragozza.

Il presidente dell’ACOM Ángel Más spiega così le dinamiche che stanno dietro la crescita del movimento BDS in Spagna:

“Il BDS è un fenomeno globale che nasce dall’ammissione da parte dei moderni antisemiti dell’improbabilità di sconfiggere Israele attraverso gli scontri armati o gli attacchi terroristici. L’obiettivo è lo stesso: la distruzione della patria ebraica ‘dal fiume al mare’. Ma ora, il BDS cerca di indurre la comunità internazionale a condannare Israele come stato paria e ostracizzare tutti coloro che lo sostengono: i sionisti, gli ebrei.

“Quelli che lo delegittimano, come vecchi bigotti, mascherano la loro criminalità, mostrandosi come vittime e nascondendo le loro vere intenzioni. Essi fanno appello all’opinione pubblica contro l’oppressione o gli abusi e alla solidarietà nei confronti degli oppressi e delle minoranze sofferenti.

“Il movimento BDS in Spagna ha acquisito la sua attuale virulenza con la comparsa di Podemos, un partito “chavista” di estrema sinistra finanziato da Venezuela e Iran. Nelle elezioni amministrative del 2015, Podemos ottenne il 25 per cento dei voti. Prima di allora, il BDS era una confederazione marginale di piccoli gruppi che concentravano l’attenzione sui boicottaggi accademici e culturali di Israele. Il gruppo ristretto che formava Podemos era stato attivo per anni nelle iniziative del BDS, e l’ostilità contro Israele era una priorità assoluta nel loro programma politico.

“Man mano che Podemos assumeva il controllo delle amministrazioni comunali nelle principali città spagnole, il movimento anti-israeliano aveva accesso a molteplici risorse economiche, umane e organizzative. Quando questi gruppi di estrema sinistra occupavano le istituzioni pubbliche, non facevano distinzione tra il loro programma settario e quello di governo.

“Le amministrazioni locali (provinciali e municipali) si sono unite formalmente al movimento BDS e hanno dichiarato i loro territori ‘liberi dall’apartheid di Israele’. In pratica, Judenrein. Sono stati distribuiti adesivi da esporre nei negozi e negli uffici; alle aziende pubbliche è stato chiesto di non lavorare con le aziende israeliane né con i privati israeliani; e ai cittadini spagnoli sospettati di essere collegati allo Stato ebraico o di esserne sostenitori è stato detto di ripudiarlo pubblicamente per non essere esclusi dalla vita sociale, politica, economica e civile.

“Podemos ha motivato più di 90 dichiarazioni di questo tipo in giurisdizioni spagnole che si estendono a una popolazione di oltre otto milioni di persone. Il suo piano era quello di creare un’ondata di odio che raggiungesse la maggior parte della Spagna in 18 mesi. Ciò costituiva una minaccia esistenziale, e noi dovevamo agire…

“Nessun boicottaggio locale è troppo limitato per essere ignorato. I gruppi BDS manipolano con cura le informazioni di cui sono destinatari i responsabili politici, investono enormi risorse nelle campagne mediatiche e sono maestri di intemperanza sui social media. In generale, i gruppi pro-Israele sono in ritardo rispetto all’applicazione di analisi e azioni in questi ambiti”.

di Soeren Kern

https://it.gatestoneinstitute.org/12652/spagna-anti-israel#.Wz9fHoRA48k.gmail